La Coxartrosi è il processo degenerativo cronico che colpisce la cartilagine dell’articolazione dell’anca. Con il passare del tempo, la cartilagine che riveste la testa del femore e l’acetabolo si assottiglia e si usura, provocando un attrito diretto tra le ossa. Questo causa infiammazione, dolore progressivo e una graduale rigidità che limita fortemente i movimenti più semplici della vita quotidiana.
Come si manifesta?
Dolore Inguinale: Inizialmente compare solo sotto sforzo o dopo lunghe camminate, per poi manifestarsi anche a riposo o durante la notte.
Rigidità Mattutina: La sensazione di avere l’articolazione “bloccata” o “legata” nei primi minuti dopo il risveglio.
Limitazione Funzionale: Difficoltà progressiva nell’incrociare le gambe, salire in auto, allacciarsi le stringhe o camminare su terreni sconnessi, fino a causare la classica zoppia di compenso.
La terapia farmacologica è spesso il primo approccio utilizzato. Gli analgesici e gli antinfiammatori possono aiutare a ridurre il dolore e l’infiammazione. Farmaci e integratori condroprotettori possono ritardare l’invecchiamento della cartilagine articolare.
Gli esercizi mirati e l’impiego di nuovi trattamenti con strumenti dedicati, possono aiutare a rinforzare i muscoli periarticolari, migliorare la flessibilità e ridurre il carico sulla zona colpita, alleviando così il dolore e migliorando la mobilità.
Per i pazienti sovrappeso o obesi, la perdita di peso è fondamentale per ridurre lo stress sull’articolazione dell’anca. Un piano di perdita di peso personalizzato può contribuire a migliorare i sintomi e ritardare la progressione della malattia.
L’utilizzo di bastoni o stampelle può aiutare a ridurre il carico sull’articolazione dell’anca e fornire un supporto aggiuntivo durante il movimento.
Il Percorso di Cura
L’approccio terapeutico viene pianificato in base allo stadio di usura della cartilagine, visibile tramite una normale radiografia del bacino sotto carico e in alcuni casi tramite TAC o Risonanza Magnetica.
1. Terapia Infiltrativa Ecoguidata (Stadi Iniziali e Intermedi)
Nelle fasi in cui l’artrosi non è ancora tale da richiedere una protesi, o nei pazienti che per motivi clinici non possono essere operati, l’obiettivo è lubrificare l’articolazione e spegnere il dolore.
2. Chirurgia Protesica (Stadi Avanzati)
Quando la cartilagine è completamente usurata (“osso contro osso”) e la qualità della vita è compromessa, la sostituzione protesica rappresenta l’unica soluzione definitiva
I materiali: le protesi di ultima generazione in titanio, ceramica e polietilene ad altissima resistenza, garantiscono una stabilità maggiore e una durata nel tempo di oltre 20-25 anni.
Recupero Rapido: il paziente viene mobilizzato da subito e messo in piedi con le stampelle già nei primi giorni, avviando immediatamente la riabilitazione.